Il quadro normativo di riferimento per i tirocini, successivamente alla emanazione della L.92/2012 (c.d. Legge Fornero), ha subito alcune variazioni di rilievo. In realtà per i tirocini riservati a studenti (curriculari per crediti o non per crediti) restano valide le indicazioni contenute nella Legge n°196 del 97 e l’annesso Dec. Min. n°142/98, oltre che i regolamenti previsti per i diversi Corsi di Studio della Università o delle Scuole Superiori (tirocini inseriti nei piani didattici). La Ministra Fornero è invece intervenuta per esortare il Governo e le Regioni ad applicare un aggiornamento dell’impianto di utilizzo dei tirocini post diploma, post lauream e di inserimento/reinserimento lavorativo.

La Conferenza Stato-Regioni infatti, in una prima riunione del 24 gennaio 2013, produce il repertorio atti n°34 con il quale si conviene che le Regioni recepiranno le “Linee Guida nazionali in materia di Tirocini” quindi, successivamente, aggiorna ulteriormente tale disposizione normativa emanando, in data 25 maggio 2017, un nuovo accordo sulla tematica in oggetto.

Lo sprone promosso della Fornero è stato, all’origine, quello di qualificare l’istituto del tirocinio e di limitarne gli abusi. Il recepimento di tali intenti, nelle linee guida nazionali e, successivamente, nelle diverse norme regionali (ancora in fase di attuazione dopo la revisione di maggio 2017) introduce un ampliamento delle regole di utilizzo dello strumento da parte dei Datori di Lavoro e maggiori tutele per i tirocinanti.

La competenza posta in capo alle Regioni, di deliberare in materia di tirocini, ha prodotto tante norme di gestione dello strumento quante regioni sono presenti nel nostro paese. Sulla base di tale elemento risulta ancor più prezioso il lavoro di intermediazione svolto dalle Strutture di Placement delle Università (ed in parte delle Scuole Superiori), dato che tali Istituti, in genere, si trovano ad agevolare l’inserimento lavorativo dei propri licenziati su tutto il territo nazionale, ed anche all’estero.

Redazione Jobforte