Il tirocinio, detto anche “alla francese” stage, è stato istituito più di 15 anni fa e rappresenta ancora oggi lo strumento principale per l’inserimento occupazionale dei giovani, ponte di collegamento tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro, dispositivo per formare e valutare potenziali collaboratori, biglietto da visita sempre più richiesto per trovare un’occupazione. Lo stage consiste, infatti, in un periodo di orientamento e di formazione on the job che permette di acquisire competenze tecnico-professionali specifiche, organizzative, comportamentali e personali, mediante l’esperienza pratica di una determinata professione in un preciso contesto lavorativo. Attraverso questa conoscenza diretta si può capire se un lavoro è in linea con le proprie attitudini, aspirazioni e aspettative. In questo senso il tirocinio rappresenta anche un banco di prova che consente di calibrare e definire meglio le scelte professionali, preparando adeguatamente l’ingresso nel mondo del lavoro.

Nel corso degli ultimi anni, nel mondo dei tirocini si sono verificati importanti cambiamenti. Il primo riguarda la macrodistinzione tra tirocini curriculari (per crediti e non) e tirocini extracurriculari.

I primi vengono svolti da studenti (di scuola superiore, università, ecc.) oppure da allievi di corsi di formazione e fanno parte integrante di un percorso di istruzione o formazione. La loro finalità non è quella di favorire l’inserimento professionale, ma di arricchire e completare la formazione teorica con un’esperienza in un contesto lavorativo. I tirocini curriculari sono svolti a titolo gratuito, hanno una durata massima di 12 mesi, possono essere vincolati o meno all’acquisizione di crediti formativi e sono riferiti a regolamenti degli istituti formativi oppure, dove assenti o incompleti, alla Legge 196/1997 e al Decreto Ministeriale 142/1998. Non vi è, al momento, una regolamentazione organica.

I secondi vengono svolti al di fuori di un percorso di studio o di formazione e sono destinati a inoccupati, disoccupati e a giovani che hanno concluso il loro percorso di istruzione o formazione. La loro finalità è quella di agevolare il passaggio dalla scuola al lavoro e di favorire l’inserimento nel mercato del lavoro. I tirocini extracurriculari sono stati, a loro volta, suddivisi in diverse tipologie a seconda dei destinatari e delle finalità specifiche:

  • i tirocini formativi e di orientamento, atti ad agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nella transizione scuola-lavoro, che hanno acquisito il titolo da non più di 12 mesi. La durata massima è di 6 mesi;
  • i tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro, volti a realizzare percorsi di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro per inoccupati, disoccupati, lavoratori in mobilità, lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione. La durata massima è di 12 mesi;
  • i tirocini di orientamento e formazione oppure di inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate, richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale. Nel caso di persone svantaggiate ai sensi della Legge 381/91, richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale la durata massima è di 12 mesi. Per i soggetti disabili ai sensi della Legge 68/99 è invece di 24 mesi.

Il Piano Nazionale per l’Occupazione “Garanzia Giovani”, per la Misura Tirocini, prende in considerazione la tipologia degli Extracurriculari.

Per completezza va detto che per poter svolgere alcune professioni (es. : geometra, ragioniere, farmacista, commercialista, psicologo, architetto, … ) può essere necessario avere effettuato dei tirocini finalizzati allo svolgimento della pratica professionale ed all’accesso alle professioni ordinistiche utili per poter effettuare l’iscrizione ad appositi albi professionali.

Redazione JobForte